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Costante
di Hubble
Nel
1929 l'astronomo Edwin Hubble, compiendo osservazioni su alcune galassie
distanti, scoprì che esse si stavano allontanando dalla Terra a
una velocità molto elevata e direttamente proporzionale alla loro
distanza. Questa scoperta ha trovato successive conferme ed è alla
base della teoria dell'espansione dell'Universo. La costante H0
di proporzionalità tra velocità di allontanamento e distanza,
secondo la relazione v=H0d,
è chiamata 'costante di Hubble' e il suo
valore è stato calcolato sempre più accuratamente nel
corso degli anni: dal suo inverso si ricava il tempo di espansione dell'Universo.
Per calcolare la costante di Hubble bisogna fare il rapporto tra la velocità
di allontanamento e la distanza delle galassie più lontane. Mentre
la determinazione delle velocità non presenta problemi, quella
delle distanze è molto difficile (l'immagine mostra 6 dei 38 ammassi
di galassie osservati ai raggi X dal telescopio spaziale Chandra, la cui
distanza varia da 1,4 a 9,3 milioni di anni luce). Uno dei metodi più
precisi si basa sull'osservazione di stelle variabili chiamate 'cefeidi',
dei veri e propri 'metri cosmici'. Infatti, la luminosità assoluta
di una cefeide varia nel tempo con un periodo che dipende dalla luminosità
stessa: calcolato questo periodo si ricava pertanto la luminosità
assoluta e, dal valore della luminosità apparente, anche la distanza.
Una difficoltà di questo metodo deriva dall'eventuale
presenza di polvere, che assorbe la luce, soprattutto alle lunghezze d’onda
corrispondenti al colore blu, dove sono riprese la maggior parte delle
immagini fotografiche: l’assorbimento della polvere può portare
a determinazioni di luminosità errate. Si può ovviare a
tale problema utilizzando rivelatori CCD (charge coupled device), con
i quali si ottengono misure accurate di flussi luminosi. Questi rivelatori
sono sensibili anche nell’infrarosso, dove la polvere è assorbita
meno, per cui dalla misurazione di flussi a diverse lunghezze d’onda
si possono correggere gli errori dovuti alla presenza della polvere.
Nuove tecniche sono state sviluppate per la determinazione di distanze
elevate, tra cui quella che utilizza la relazione di Tully-Fisher tra
la velocità rotazionale di una galassia spirale e la sua luminosità.
Indicatori di distanza importanti sono anche le supernovae di tipo Ia,
che si pensano derivare dall’esplosione di una nana bianca, che
presentano tutte all’incirca lo stesso picco di luminosità.
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