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Il principio
di esclusione di Pauli
Il
principio di esclusione di Pauli regola la fisica dei corpi la cui materia
si trova in uno stato di alta densità, come le nane bianche e
le stelle di neutroni. Il principio vieta a particelle come elettroni,
protoni e neutroni di occupare lo stesso stato quantico, cioè
sostanzialmente di avere contemporaneamente gli stessi valori di massa,
velocità, posizione e spin (lo spin è una quantità
legata alla rotazione delle particelle su loro stesse). Massa e spin
sono quantità intrinseche delle particelle.
Nella sua fase stabile ordinaria, una stella si trova in uno stato di
equilibrio in cui il peso esercitato dalla massa è controbilanciato
dalla forza della pressione derivante dalle reazioni termonucleari che
avvengono all’interno. Quando il combustibile nucleare si esaurisce
(per il Sole ciò avverrà tra circa cinque miliardi di
anni), cessa anche la pressione interna e la stella crolla su sé
stessa sotto il proprio peso, diventando una nana bianca, cioè
un oggetto stellare con una densità molto elevata (una zolletta
della sua materia ha una massa dell’ordine di qualche decina di
tonnellate), ma comunque ancora stabile.
Quale forza impedisce a una nana bianca di collassare completamente?
La risposta a questa domanda si ha nell’ambito della meccanica
quantistica.
Le condizioni di una stella nella sua fase ordinaria sono ben descritte
dalla fisica classica, secondo la quale la pressione di una sfera di
gas, com’è una stella, è proporzionale alla sua
temperatura (secondo la ben nota espressione termodinamica P=nkT),
con quest’ultima mantenuta alta dalle reazioni termonucleari.
Per lo stato di materia di una nana bianca tale descrizione non è
più valida e la pressione che controbilancia il peso deriva dalla
velocità degli elettroni che la costituiscono (alle temperature
e pressioni tipiche dell’interno delle stelle, gli elettroni non
sono più legati ai nuclei a formare atomi, ma si muovono liberamente).
A causa dell’alta densità, gli elettroni sono molto vicini
tra loro e diversi di essi si trovano nella stessa posizione, intesa
in senso quantistico (la loro indistinguibilità è una
conseguenza del principio di
indeterminazione di Heisenberg, secondo il quale la posizione di
un elettrone non si può conoscere con precisione assoluta). Per
il principio di esclusione, gli elettroni con lo stesso spin devono
pertanto distiguersi per la loro velocità, cioè non possono
muoversi tutti lentamente: più elettroni sono compressi in un
piccolo spazio, più sono quelli con velocità differenti
e i diversi movimenti danno origine a una pressione che si oppone a
ogni tentativo di comprimerli ulteriormente. Il risultato pratico del
principio di esclusione di Pauli è che ogni piccolo volume di
spazio può contenere soltanto un certo numero di particelle che
si muovono a una particolare velocità; si possono aggiungere
particelle, ma solo aumentando le loro velocità. Questa pressione
di origine quantistica non è legata alla temperatura interna
stellare (l’energia cinetica degli elettroni aumenta all’aumentare
della densità) e sovrasta ogni altra pressione che abbia origine
dall’energia termica delle particelle: Le nane bianche permangono
pertanto nel loro stato di equilibrio senza bisogno di reazioni nucleari:
anche quando si raffreddano non perdono il sostegno della loro pressione
interna e quindi non si contraggono (gli elettroni continuano a muoversi
anche alla temperatura minima possibile, lo zero assoluto, derivante
dalla mancanza delle reazioni nucleari, perché non possono disporsi
tutti nello stesso stato di minima energia).
C’è comunque un limite allo stato di equilibrio delle nane
bianche: se la massa aumenta, e con essa la densità, gli elettroni
più veloci si muoveranno a velocità che si avvicinano
a quella della luce e in tale situazione bisogna prendere in considerazione
gli effetti relativistici. Per masse maggiori di 1,4 masse solari (limite
di Chandrasekhar), neppure la pressione degli elettroni può impedire
l’ulteriore collasso gravitazionale, perché forzando il
loro movimento fino a velocità prossime a quella della luce s’indebolisce
la resistenza del gas, cioè la sua capacità di opporsi
alla compressione. Nel breve tempo di un secondo la nana bianca collassa
e diventa una stella di neutroni (gli elettroni si combinano con i protoni
per formare neutroni), di pochi chilometri di diametro. A questo punto
l’equilibrio è assicurato dal principio di esclusione di
Pauli applicato ai neutroni, ma se in questa fase la massa supera il
valore di circa 3 masse solari, neppure la pressione dei neutroni può
fermare il collasso e la stella diventa un buco nero, cioè, sostanzialmente,
la materia di cui era fatta la stella cessa di esistere.
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