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Meteoriti


La maggior parte dei meteoriti trovati sulla Terra sono più vecchi delle rocce terrestri e i più antichi di essi sono composti dal materiale che costituiva l'ambiente primitivo del Sistema solare, mescolato con quello prodotto dalle stelle prima della formazione del Sole. Nell'attraversare l'atmosfera terrestre un meteoroide (il termine meteorite è spesso usato impropriamente come sinonimo di meteoroide) perde gran parte della sua massa e diventa molto più piccolo per il riscaldamento prodotto dall'attrito con le molecole dell'aria; soltanto i meteoroidi con massa maggiore di circa 1 kg e di struttura abbastanza compatta non sono vaporizzati completamente durante l'attraversamento (anche i meteoroidi più piccoli di un decimo di millimetro possono cadere al suolo come meteoriti, perché per l'alto rapporto superficie/volume riescono a irradiare l'energia sviluppatasi nell'atmosfera terrestre e quindi non si surriscaldano troppo). Per risalire alle dimensioni che il corpo aveva prima di entrare nell'atmosfera si utilizzano i dati ricavati dall'osservazione della scia luminosa lasciata da esso prima di cadere al suolo. Si stima così la velocità d'ingresso nell'atmosfera, da cui, conoscendo l'energia posseduta dal corpo (mediante osservazioni satellitari), si ricava la massa d'ingresso. Quest'ultima, divisa per la densità del meteorite, stimata uguale a quella di altre centinaia di meteoriti, fornisce la dimensione d'ingresso.
L'ultimo violento bombardamento di meteoriti e comete si verificò sulla Terra tra circa 3,8 e 3,9 miliardi di anni fa. L'epoca è stabilita soprattutto analizzando la superficie della Luna, e in particolare l'età delle rocce basaltiche che costituiscono i mari di lava più grandi; lo stretto intervallo di età ricavato per questi mari fa pensare infatti che essi si siano formati in seguito a una serie improvvisa di impatti sul suolo lunare, che provocarono la fuoriuscita della lava. Il bombardamento potrebbe aver interessato, oltre che la Terra e la Luna, anche Mercurio, Venere e Marte. Sulla Terra, per provare che sia avvenuto tale intenso bombardamento si misura il livello di iridio che si trova nelle rocce; tale metallo infatti si trova raramente sulla superficie terrestre, mentre è abbondante nei corpi celesti che vagano nello spazio. In particolare, stimando la quantità di iridio che si deposita sulla Terra attraverso ogni impatto, il livello di iridio misurato nei sedimenti fornisce informazioni sull'aumento del materiale extraterrestre relativamente a un tempo di deposito stabilito, pertanto anche sulla frequenza e intensità dei bombardamenti subiti dalla Terra.

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