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Titano e la Terra primordiale


Preziose informazioni sullo stato del nostro pianeta ai suoi albori si possono ricavare dalle condizioni presenti sulla più grande luna di Saturno, Titano (immagine a fianco, ripresa da Cassini). Questa luna è molto interessante, perché si pensa che sia il corpo celeste del Sistema solare più simile alla Terra. Lo studio delle sue caratteristiche può pertanto aiutarci a comprendere meglio come si è sviluppata la vita sul nostro pianeta.
La presenza di un’atmosfera attorno a Titano era già nota grazie alle osservazioni effettuate da terra addirittura all’inizio del secolo scorso, ma nel 2005 il veicolo spaziale Cassini ha compiuto un passo decisivo per migliorare la comprensione delle caratteristiche di questa luna, quando sganciò la sonda Huygens entro i 600 km della sua atmosfera. I dati raccolti e le analisi effettuate in seguito hanno permesso di ricavare molte informazioni sia sull’atmosfera di Titano sia, indirettamente, su come doveva essere l’atmosfera terrestre circa 3500 milioni di anni fa, quando si formarono i primi microrganismi unicellulari. A causa della sua distanza dal Sole, Titano è molto più fredda della Terra, con i suoi -179 °C di temperatura, e su essa non c’è ossigeno; tuttavia, la presenza in abbondanza di azoto molecolare ne fa una versione primordiale della Terra. Gli organismi unicellulari hanno utilizzato anticamente sulla Terra la luce solare come fonte di energia, creando la fotosintesi clorofilliana, e anche l’anidride carbonica per sostenere il loro metabolismo. In questo modo hanno generato come sottoprodotto l’ossigeno che da allora si trova sulla Terra.
Le osservazioni di Titano permetteranno di ricostruire i complessi processi chimici che caratterizzavano la Terra primordiale e soprattutto di stabilire quali sono stati i cambiamenti che hanno permesso la formazione della vita.
L’atmosfera di Titano produce piogge di metano e di altri idrocarburi, che formano sulla superficie della luna laghi di etano e di metano liquidi, che le sonde hanno fotografato. La similitudine con il nostro pianeta è motivata dalla supposizione che su Titano esista un ciclo del metano con un processo simile al ciclo dell’acqua terrestre. Si è anche ipotizzata la presenza di un oceano di acqua allo stato liquido mista ad ammoniaca sotto la superficie di Titano. Se così fosse, si aprirebbero scenari diversi sulla formazione della vita in ambienti con assenza di luce, come il fondo degli oceani.
Una considerazione importante riguarda la possibilità che le macchine umane che sorvolano i cieli di altri mondi possano influenzare gli ecosistemi di tali mondi, introducendone microrganismi ‘alieni’. Per evitare l’alterazione degli ecosistemi extraterrestri, è pertanto molto importante che i veicoli e le sonde spaziali siano sterilizzati.

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