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Informazioni essenziali sulle missioni in attività

Voyager 1 e 2
(Voyager Interstellar Mission)

Lancio
20 agosto 1977 (Voyager 2) e 5 settembre 1977 (Voyager 1), Cape Canaveral (Florida, Stati Uniti)
Vettore di lancio: Titan-Centaur

Finalità
Esplorazione di Giove, Saturno, Urano e Nettuno
Estensione della missione (dal 1989, Voyager Interstellar Mission) per l'esplorazione dei confini esterni del Sistema solare e oltre
Eventuale futura comunicazione con extraterrestri mediante messaggi portati a bordo

Percorso
Avvicinamento a Giove (Voyager 1, 5 marzo 1979; Voyager 2, 9 luglio 1979), Saturno (Voyager 1, 12 novembre 1980; Voyager 2, 25 agosto 1981), Urano (Voyager 2, 24 gennaio 1986) e Nettuno (Voyager 2, 25 agosto 1989)

Dati relativi al febbraio 2008:
Voyager 1 è a una distanza di 15.774.000.000 km dal Sole, ai confini del Sistema solare e verso lo spazio interstellare, che raggiungerà nei prossimi anni; Voyager 2 è a una distanza di 12.734.000.000 km dal Sole
Voyager 1 si sta allontanando dal Sole a una velocità di 17,111 km/s; Voyager 2 a 15,545 km/s
Per dati aggiornati, clicca qui

Durata
Almeno fino al 2020 (la potenza elettrica delle due sonde è generata da batterie al plutonio-238, che convertono il calore del decadimento radioattivo in elettricità; pur se in costante diminuzione, è in grado di far funzionare le sonde almeno fino a tale data)

Ente
NASA

Dati tecnici
(Due sonde identiche a forma di dodecaedro)
Altezza: 47 cm
Larghezza (da faccia a faccia): 1,78 m
Massa: 721,9 kg
Potenza iniziale: 420 W (Radioisotope Thermal Generators - batterie al plutonio-238)

Strumenti a bordo
Magnetic field investigation (MAG)
Low energy charged particle investigation (LECP)
Ultraviolet Spectrometer (UVS)
Cosmic ray investigation (CRS)
Plasma wave investigation (PWS)

offerte di lavoro
In fisica, astronomia, industria spaziale


NASA

 

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  Le Voyager portano a bordo dischi fonografici di rame dorato su cui sono registrate informazioni relative al nostro pianeta da comunicare a extraterrestri eventualmente incontrati durante il cammino, non prima di qualche decina di migliaia di anni. I dischi contengono tra l'altro più di cento immagini e una varietà di suoni naturali e brani musicali di ere e culture diverse. Le immagini sono codificate in forma analogica, mentre l'audio può essere ascoltato ruotando i dischi a 16 e 2/3 giri al minuto. Ogni disco è racchiuso in una copertina di alluminio dorato (v. immagine a fianco/NASA) su cui sono incise le istruzioni per ascoltare il disco e ricavare le immagini, nonché informazioni sull'origine delle sonde.
In alto a sinistra si nota un diagramma del disco e della puntina, quest'ultima posta nella posizione corretta per ascoltare il disco dall'inizio. Tutt'intorno, in forma binaria (il trattino verticale indica 1, quello orizzontale 0), è definita la velocità con cui far girare il disco (3,6 secondi per rotazione), espressa in 0,70 miliardesimi di secondo, il periodo di tempo associato a una transizione dell'atomo di idrogeno tra i suoi due stati più bassi (mostrata nel diagramma in basso a destra). Poco sotto, è mostrata una veduta laterale del disco e della puntina, ed è fornito in forma binaria il tempo di ascolto di un lato del disco, circa un'ora. In alto a destra è mostrato come ricostruire le immagini dai segnali registrati nei solchi. Si parte con la rappresentazione tipica a forma d'onda che si trova all'inizio di ciascuna immagine e che serve a riconoscerle. Le immagini sono costituite da una serie di 512 segnali singoli, ognuno rappresentante una linea verticale dell'immagine totale; sono mostrati i primi tre segnali (in forma binaria, 1, 10,11). Il numero binario riportato sotto il primo segnale indica il tempo necessario per tracciare una linea (circa 8 millisecondi). Poco sotto, sempre in forma binaria, sono indicati, rispettivamente a destra e a sinistra, i numeri delle linee verticali (512) e dei livelli di grigio (16) di ogni immagine. Ancora più sotto è mostrata la prima immagine (un cerchio), fornita a scopo di calibrazione per la decodifica delle altre immagini. Il diagramma in basso a sinistra indica la posizione del Sistema solare rispetto a 14 pulsar, delle quali è dato con precisione il periodo di rotazione.