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Studio della 'Ola'

La ‘Ola’ (onda messicana) fu eseguita per la prima volta durante i campionati del mondo del 1986 svoltisi in Messico. Come ben si sa, per propagare il movimento gli spettatori si alzano con le braccia in alto e si risiedono nel momento in cui si alzano le persone vicine. Generalmente la ‘Ola’ si sviluppa in senso orario e si muove a una velocità di 12 m/s, con una larghezza media di circa 9 metri. Questo comportamento collettivo può essere descritto quantitativamente mediante modelli matematici di simulazione, nei quali gli spettatori sono considerati unità eccitabili attivate da uno stimolo esterno. Una volta attivate, tali unità si comportano in modo analogo, passando attraverso una fase attiva e una fase passiva, prima di tornare allo stato eccitabile di partenza. Uno studio semplificato esprime la variazione del comportamento individuale mediante le probabilità di transizione da una fase all’altra. Più dettagliatamente, si considerano anche le differenze e le fluttuazioni comportamentali. Questi studi permettono di conoscere le condizioni necessarie affinché la ‘Ola’ si verifichi e i caratteri della sua evoluzione, cioè la dimensione, la forma e la velocità. In particolare, la probabilità che la ‘Ola’ abbia luogo è funzione del numero degli spettatori che provano a farla iniziare e di una soglia media di attivazione che dipende dalla concentrazione di persone attive che circondano uno spettatore: affinché l’onda si verifichi il numero di iniziatori dev’essere superiore a un valore critico (su 50.000 persone, circa 25). La direzione del moto dell’onda è determinata dal fatto che ogni spettatore sente un’influenza maggiore dalle persone alla sua sinistra piuttosto che da quelle alla sua destra. (Nature 2002, 419, p. 131)


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