Un ‘mare’ di onde gravitazionali

Pulsar e onde

La Terra potrebbe oscillare in un oceano di deboli onde gravitazionali generate da buchi neri supermassicci. Tale conclusione deriva dall’analisi dei tempi degli impulsi inviati da 45 pulsar, effettuata utilizzando il Greenbank Radio Telescope e l’Osservatorio di Arecibo, recentemente crollato.

Le pulsar (stelle collassate) sono dei ‘fari’ galattici che ruotano molto velocemente inviando a intervalli regolari fasci di onde radio che si propagano verso la Terra. Si sono osservate variazioni improvvise nei tempi di questi impulsi, che si pensa siano dovute al passaggio di deboli segnali di onde gravitazionali.

La rete di pulsar crea quindi una sorta di rilevatore di onde gravitazionali delle dimensioni di una galassia all’interno della nostra Via Lattea. Con il passaggio delle onde gravitazionali la Terra subisce una debolissima ‘spinta’.

Le deboli onde gravitazionali qui ipotizzate sono molto più deboli di quelle prodotte da coppie di buchi neri e stelle di neutroni che si fondono, scoperte per la prima volta nel 2016.

Per confermare il rilevamento diretto di tale radiazione gravitazionale di fondo saranno necessarie più osservazioni di pulsar e per periodi ancora più lunghi.

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