Modello di materia oscura

In base alla mia teoria dei gravitini (TG), l'intensità della forza gravitazionale, in seguito all’espansione del fluido cosmico (energia oscura), diminuisce col tempo, sia pure molto lentamente. Questa diminuzione di gravità, in base ai principi di conservazione della dinamica, comporta che la velocità delle stelle periferiche di una galassia a spirale non diminuisca col tempo; essa influisce solo sulla traiettoria delle stelle, non sulla loro velocità o sulla loro energia; entrambe queste quantità si conservano, poiché né l’energia né la quantità di moto possono essere liberate o perse dal sistema. 
Considerato che nonostante la ricerca spasmodica, da più di 40 anni e in tutto il mondo, non si è trovato alcuna traccia di particelle di materia oscura, sono arrivato alla conclusione che la previsione della TG è, molto probabilmente, corretta, ossia che la materia oscura non esiste. 
Voglio presentare questo esperimento che si può considerare un modello della gravità decrescente e che comporta la nascita del problema della materia oscura. 
Consideriamo una pallina, su un tavolo liscio, legata a un filo inestensibile il cui secondo estremo, attraverso un foro O, passa sotto al tavolo dove è legato al manico di un secchio pieno di acqua. Il secchio sul fondo contiene un piccolo foro tappato. In seguito ad un impulso iniziale, la pallina ruota sul tavolo con velocità v costante perché la forza centrifuga è uguale al peso del secchio. A un certo istante si toglie il tappo e l'acqua comincia a uscire molto lentamente dal secchio (simulazione della diminuzione della gravità, ossia della forza centripeta agente sulla pallina).
Ciò comporta che la pallina lentamente si allontani dal centro descrivendo un'orbita a spirale ma conservando la componente tangenziale della velocità. A un certo istante, prima che l'acqua sia tutta uscita dal secchio, un fisico osserva il fenomeno, e trova che la velocità della pallina è maggiore di quella consentita dal peso della massa d’acqua che si trova nel secchio. Poiché non s'accorge del foro, non può sapere qual è stata la dinamica del sistema e per tale ragione cerca pezzi di ferro, magneti e quant'altro, che possano essere stati fissati al secchio (materia oscura) per giustificare l'attuale elevata velocità della pallina (velocità delle stelle periferiche della galassia). Ovviamente non trova la "materia oscura" che, pertanto, rappresenta un mistero. 
La discordanza tra la forza centripeta della pallina e il peso dell'acqua nel secchio, è tanto maggiore quanto più tempo è passato tra l'inizio dell'esperimento e l'istante in cui il fisico osserva il fenomeno. Cioè, quanto più vecchia è una galassia tanto maggiore è la presunta materia oscura in essa contenuta. In una galassia molto giovane, le stelle periferiche non hanno potuto sperimentare la forte gravità di 12 o 13 miliardi di anni fa, e pertanto, non presentano, ovviamente, anomalie rilevanti; esse orbitano seguendo le leggi della dinamica newtoniana. "Sono prive di materia oscura", dicono gli scienziati.
L’aspetto importante del problema è che le stelle conservano l’elevata velocità che hanno acquisito quando la gravità era maggiore di quella attuale. Pertanto la loro velocità sembra incompatibile con l’attuale valore di G. Gli scienziati, avendo assunto G costante, per principio, senza alcuna motivazione valida, non possono spiegare il fenomeno e perciò hanno pensato all'esistenza di una ipotetica forma di materia esotica, oscura, molto più abbondante della materia ordinaria e che, come un alone, avvolge le galassie. Ovviamente, non esistendo, non l'hanno trovata né la troveranno mai.
Domenico Annunziata